Quartieri Spagnoli: storia, curiosità e meraviglie da scoprire

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Ci sono luoghi, a Napoli, che costituiscono un ecosistema talmente completo da apparire come micro città nella città, delle realtà a sé stanti con le proprie regole e il proprio specialissimo modo di stare al mondo: tra questi, sicuramente i Quartieri Spagnoli.

Luci e ombre

Nati durante il viceregno spagnolo per ospitare i soldati (spagnoli e non) chiamati a sedare le rivolte cittadine o di passaggio verso altri luoghi di conflitto, inizialmente erano un vero e proprio paradiso terrestre, dove i gelsi la facevano da padrone. Non ci volle molto, però, perché le esigenze e i desideri “lussuriosi” dei militari trasformassero questo luogo in un nugolo di case d’appuntamento, bische clandestine e illegalità, dove il turpiloquio era quasi l’unica regola ammessa. A nulla valse il tentativo di don Pedro de Toledo di mettere ordine attraverso una normativa ad hoc: le cose precipitarono molto velocemente e la cattiva reputazione del posto nacque proprio in quegli anni, arrivando fino a noi e agli americani della Seconda Guerra Mondiale; si badi bene, quindi, che non ci fu alcuna responsabilità dei napoletani!

Sebbene il futuro dei Quartieri Spagnoli (che si intuisce, quindi, da dove presero il nome) avrebbe riservato ai suoi abitanti qualcosa di decisamente più roseo, per un lungo arco di tempo intorno a quelle strade e a quei vicoli c’è stato sempre e solo un vociare relativo a povertà, cattiva nomea e case malfamate, tant’è che è proprio qui che si è concentrata la maggior quantità di vasci, cioè micro abitazioni fronte strada spesso abitate da popolani poverissimi o sfruttate per questioni poco lecite. Eppure, improvvisamente, ai giorni nostri tutto questo si è completamente ribaltato.

Oggi il circondario è diventato famosissimo, anche grazie ai social network, per il ribattezzato “Vicolo dell’Amore“, l’ormai celebre Vico Santa Maria delle Grazie, che è stato trasformato in un trionfo all’amore da cartelloni, striscioni, poesie, frasi e versi di canzoni appesi in ogni dove da residenti e commercianti: i turisti ne fanno una tappa immancabile del proprio tour partenopeo, incantati proprio da quella speciale disarmonia che rende Napoli unica nel mondo.

Inoltre, è sempre qui, in questo mix di viuzze e palazzi, che si tiene annualmente l’iniziativa culturale denominata “Cuore di Napoli“: un nome non casuale, visto che ci troviamo proprio in quel reticolo di strade che si sviluppa tra Corso Vittorio Emanuele e Via Toledo, mescolando le ricche residenze della “Napoli bene” e le attività commerciali più antiche alle case popolari e alle viscere della città. Tradizione ed innovazione, bianco e nero, antico e nuovo sono tutte facce della stessa medaglia in questo circondario.

Infine, non bisogna dimenticare che inoltrarsi in quella “ragnatela” di vicoli significa darsi l’opportunità di gustare cibo genuino e take away preparato all’istante proprio in uno degli antichi vasci del luogo (oggi trasformatisi in piccole locande alla buona o persino micro B&B di lusso), chiacchierare con personaggi mitici e storici del panorama partenopeo, ammirare panorami e angoli nascosti di Napoli da un particolare ed inusuale punto di vista e, soprattutto, ritrovarsi per un istante catapultati indietro nel tempo, in un’epoca dove la tecnologia non imperava ancora nelle nostre esistenze e la vita della città si svolgeva tra inciuci improvvisati di balcone in balcone, tranci di pizza condivisi e partite di carte ai tavolini sistemati per strada, sotto i lunghi fili che si rincorrono tra i palazzi dove le massaie di ieri, oggi e, sicuramente, domani continuano a stendere il proprio bucato canticchiando qualche melodia tradizionale.

Insomma, un posto così ricco di storia e di napoletanità che non sorprende che anche stilisti e registicontemporanei lo abbiano scelto come palcoscenico per sfilate, shooting fotografici, film e serie Tv internazionali.

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