La Torre del Palasciano e il suo “fantasma buono”
Napoli e le sue infinite leggende.
Vi hanno mai raccontato quella di Ferdinando Palasciano? Chirurgo e politico italiano, oltre che precursore della odierna Croce Rossa, portò avanti un impegno umanitario così strenuamente… da finire in carcere.
Ma andiamo per gradi, chi era quest’uomo?
Biografia
Ferdinando Palasciano era nato a Capua ma era originario, da parte di padre, di Monopoli (Puglia): fu proprio il lavoro del genitore a garantirgli gli studi (era un segretario comunale), che conseguì con grande passione e avidità di conoscenza. Si laureò giovanissimo, infatti, in Lettere e Filosofia, poi in Veterinaria e infine in Medicina e Chirurgia ma, dopo questo lungo percorso culturale, all’età di 33 anni, venne nominato ufficiale medico dell’Esercito delle Due Sicilie e si ritrovò a Messina durante i moti insurrezionali del 1848.
La sua storia ha dell’incredibile perché si dice che abbia rischiato addirittura la fucilazione: si oppose, infatti, alle regolamentazioni disposte dal generale Carlo Filangieri, cominciando a prestare cure mediche anche ai nemici rimasti feriti durante i combattimenti; un impegno umano che, tuttavia, gli valse un’accusa per insubordinazione. “Il mio dovere di medico – si difese – è più importante del mio dovere di soldato“. La pena, pare, gli fu commutata in un anno di carcere da Ferdinando II, ma sarebbe stata proprio questa la prima pietra ideale della futura Croce Rossa, nata dalle basi della Convenzione di Ginevra; anche se il suo nome non è mai apparso nei documenti ufficiali, e quindi non esiste alcun merito storicamente attribuibile a lui se non quello della memoria, presso il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana di Roma gli è stata dedicata la grande sala riunione e, nel corridoio centrale, troneggia un suo busto bronzeo regalato all’ente da un suo pronipote.
Tantissimi sono gli aneddoti che si raccontano, come i contrasti con il Rettore Imbriani o l’amicizia con Garibaldi, nata durante la cura di una ferita (una corrispondenza epistolare tra i due dovrebbe essere conservata al Museo di San Martino), ma le evidenze storiche accertate sono poche; quelle che sarebbero ufficiali, secondo alcune fonti, sono le cariche politiche ricoperte per il Regno d’Italia ed il Comune di Napoli ma questa straripante attività cominciò ad eclissarsi nel 1866, quando arrivarono i primi sintomi di una grave demenza che, presto, gli avrebbe lasciato solo pochi momenti di lucidità; Palasciano morì nel 1891 con al suo fianco la fedelissima moglie Olga de Wavilow, una nobile di origine russa, e fu sepolto nel quadrato degli uomini illustri del cimitero di Poggioreale.
Ma cosa c’entra tutto questo con la torre che porta il suo nome?
Una dimora unica al mondo
Furono proprio Ferdinando Palasciano e la consorte a volere fortemente questa dimora.
Eretta sulla collina di Capodimonte, in salita Moiariello, ancora oggi domina i panorami del circondario, restando visibile anche dal quartiere Vomero grazie alla sua peculiare sagoma e al colore ramato.
La proprietà proveniva dalla vendita dell’eredità di un altro famoso medico, l’infettivologo Domenico Cotugno, e comprendeva un ampio fondo, grandi giardini e frutteti ed alcune strutture preesistenti. Il palazzo venne costruito in muratura di tufo proprio a partire da queste costruzioni, ma si è sviluppato intorno ad una planimetria quadrangolare articolata su due piani. L’ispirazione stilistica è un mix di influenze, passando dal neogotico al rinascimentale, prendendo spunto dal meraviglioso Palazzo della Signoria di Firenze.
Solo la torre contiene cinque piani, ma l’edificio intero comprende svariate camere che, in origine, erano anche tutte affrescate; il giardino è, poi, sede di un obelisco in piperno grigio dove sono stati iscritti diversi nomi di personaggi illustri legati alla storia e alla cultura partenopea.
La leggenda
La leggenda vuole che Palasciano sia rimasto indissolubilmente legato alla sua torre, persino dopo la morte, e che il suo fantasma aleggi tra le sue stanze: c’è chi giura di averlo visto passeggiare ed affacciarsi da lì per ammirare il panorama e un cimitero in lontananza.
Oggi
Il complesso è stato oggetto di restauri e ristrutturazioni e, oggi, è sede di un bel Bed&Breakfast: è considerato di importante rilevanza storica e tantissimi turisti che vi hanno soggiornato ne sono rimasti entusiasti.
Tuttavia, è notizia proprio dello scorso anno che la torre sia tornata in vendita ad un prezzo, tra l’altro, anche abbastanza abbordabile e concorrenziale.