Cosa vedere a Pompei?

Era l’una del pomeriggio di una calda giornata estiva o, forse, autunnale del 79 d.C. quando, con un boato, il Vesuvio esplose, letteralmente, in tutta la sua potenza, dando vita a quella che sarebbe stata ricordata, per sempre, come l’eruzione più devastante avvenuta in epoca storica.

A quel tempo, nessuno sapeva che sotto le case e i propri stessi piedi giacesse un vulcano attivo: nonostante ci fossero già state alcune avvisaglie anni prima, il Vesuvio appariva come una semplice montagna piatta e nessuna “bocca” lasciava trasparire una natura così pericolosa: proprio per questo, oltre che per la violenza dell’evento eruttivo, i danni furono incalcolabili, le morti numerosissime e lo stupore enorme.

Quasi 2000 anni dopo, di quelle tremende ore ne conserviamo ancora tantissime testimonianze, tra rovine, calchi (umani ed animali) e, ovviamente, la “nuova” conformazione del Vesuvio, conica e accompagnata dal Monte Somma, formatosi con i resti dell’esplosione dell’antico cono vulcanico.

Il Parco Archeologico di Pompei, decretato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, conserva tutto questo nei suoi 440mila metri quadri, risultando tra i primi siti museali statali più visitati in Italia, insieme al Colosseo.

Per una permanenza breve nella città campana, non possiamo immaginare un suggerimento diverso: camminare tra le rovine di Pompei significa rivivere la storia, richiede tempo ma regala, in ritorno, delle emozioni irripetibili; basti solo pensare al Tempio di Apollo, risalente addirittura al 700-800 a.C., all’Anfiteatro, la più antica costruzione in pietra mai scoperta (80 a.C.), luogo dello storico concerto dei Pink Floyd del 1971, alla Casa del Fauno, un’antica e maestosa villa romana occupante circa 3000 metri quadri tra mosaici, opere d’arte e giardini, o al Teatro Grande, risalente al II secolo a.C.. Come non citare, poi, anche la meravigliosa Villa dei Misteri, probabilmente risalente al I secolo a.C., ubicata qualche centinaio di metri fuori dalle mura dell’antica città, adornata di splendidi affreschi che l’hanno resa celebre, grazie alla strabordante presenza del rosso pompeiano.

Qualche consiglio: equipaggiarsi di scarpe comode, macchina fotografica o batteria di ricambio per lo smartphone, acqua fresca e, d’estate, anche di un po’ di crema solare. Per evitare la fila (che può essere anche di dimensioni importanti, in orari di punta, parlando di un sito che fa milioni di visitatori l’anno) è possibile anche munirsi di biglietto online, da stampare e mostrare all’ingresso. Infine, darsi l’opportunità di aspettare il tramonto: gli scenari che questo luogo incredibile sa regalare con i colori della sera sono imperdibili.

Una giornata alternativa

Se, invece, sono disponibili più di 24 ore per visitare Pompei, o avete già visitato gli scavi e volete spendere del tempo in maniera alternativa, è possibile virare su altri percorsi: d’altro canto, parliamo di una città di origine antichissime che, ancora oggi, è pronta a svelarci segreti e usanze dei nostri antenati attraverso ritrovamenti continui che gli studiosi condividono, di anno in anno, con il pubblico, grazie ai nuovi investimenti stanziati per moderne opere di scavo.

Sicuramente, meritevole di un tour è il Santuario della Beata Vergine del Rosario, uno dei più visitati in Italia, meta anche di personalità importanti del mondo ecclesiastico, come Padre Pio, San Giuseppe Moscati o Papa Giovanni Paolo II. Sede della delegazione pontificia, accoglie, l’8 Maggio e la prima Domenica di Ottobre, centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo per celebrare la Supplica alla Madonna di Pompei, una preghiera scritta dal suo fondatore (Bartolo Longo) e trasmessa dai media a livello internazionale.

Oltre ad offrire architetture e panorami d’eccezione, il luogo di culto è anche famoso perché accoglie un dipinto della vergine che si dice abbia poteri miracolosi sui malati.

Inoltre, tutta la città offre spunti gastronomici e di shopping esclusivi: perdersi nelle sue strade, tra i profumi della cucina campana e i retaggi dell’antichità, che si fondono in un tutt’uno alla modernità, è un piacere per gli occhi, per lo spirito… e per il palato!

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